Montagnana, cittadina medievale racchiusa in una antica cinta muraria medievale tra le più perfette in Europa intatta lunga circa 2 km, offre un paesaggio molto suggestivo, caratterizzato da portici, casette colorate e stradine acciottolate che si snodano fra piazze, monumenti e negozietti storici. Immergiti in un viaggio nel tempo tra antiche torri, viuzze suggestive locali e negozi speciali per assaggiare il famoso prosciutto e respirare in un’atmosfera magica e storica.
Ecco i nostri consigli per una breve visita:

La struttura, che fu residenza degli eredi di Ugo il Grande di Toscana divenuti in seguito i marchesi d'Este, rappresenta il primo presidio militare di Montagnana. L’attuale conformazione della stessa risale, in gran parte, al XIII secolo quando Ezzelino da Romano volle fortificare la città dopo averla date alle fiamme nel 1242. L’elemento architettonico di maggior rilievo è infatti il cosiddetto “Mastio di Ezzelino” ossia la torre più alta di Montagnana (38 metri).

Quasi di fronte a Castel San Zeno è possibile ammirare (anche se solo dall’esterno) Villa Pisani.
La costruzione dell’edificio fu commissionata da Francesco Pisani, rappresentante di una delle più nobili famiglie di Venezia il cui stemma campeggia sulla facciata principale, ad Andrea Palladio.
Fu edificato attorno la metà del XVI secolo nell’ottica di farlo diventare centro pulsore delle attività agricole derivanti dai possedimenti della famiglia patrizia, oltre che di utilizzarlo, ovviamente, come luogo di villeggiatura.  L’edificio fa parte del patrimonio UNESCO dal 1996.

CURIOSITA':

Una sala della villa ospitava un dipinto a olio del Veronese, dal titolo “La famiglia di Dario ai piedi di Alessandro Magno”, oggi conservato alla National Gallery of London.

Le mura medievali che circondano il centro storico sono considerate tra le meglio conservate al mondo e si possono percorrere lungo il perimetro di quasi 2 km. Sono alte circa 6-8 mt, oltre il parapetto e la merlatura, e presentano in media 1 mt di spessore. 4 varchi sulle stesse, situati in corrispondenza dei punti cardinali, consentono l’accesso al centro storico di Montagnana. Lungo il percorso si trovano 24 torri di guardia alte oltre 17 mt. Il grande effetto scenografico viene ulteriormente marcato dalle luci che le illuminano la sera.

CURIOSITA':

Di particolare interesse la “Torre dei Battù”, munita di guglie e finestroni e visibile al lato nord delle mura, che è l’attuale campanile della città: costruito sopraelevando una delle torri di cinta, venne modificata nel 1602 in torre campanaria del Duomo.

Porta Vicenza è stata aperta nel 1504 e originariamente aveva il nome di con il nome di Porta Nova. E’ il terzo varco della città ed è stato aperto per agevolare le comunicazioni con il porticciolo fluviale del Frassine e sulla via per il vicentino.

Percorrendo le mura dal lato interno, entrando da Porta Vicenza, è possibile ammirare pittoresche piccole case colorate addossate alle mura. Queste si alternano a tratti in cui erano posti grandi “armadi a muro” (cd. canipe) che venivano utilizzati come magazzini per salvaguardare raccolti e beni da eventuali saccheggi e per avere scorte di sopravvivenza per periodi belligeranti.

Nel biennio 1360-1362, i Carraresi fecero erigere questa fortificazione militare perfetta lungo il lato occidentale della città, visibilmente più debole. Circondata d’acqua sia esternamente che internamente, appariva originariamente come una vera e propria isola con un fitto bosco dalla quale s’innalzava maestosa una roccaforte composta dall’alto mastio centrale, un torrione e un androne, a cui si accedeva solo tramite un complesso sistema difensivo costituito da quattro ponti levatoi a bilanciere, due saracinesche, barbacani e quattro portoni a battenti. I due piazzali adattati a parco, quello dell’ex Ostello della Gioventù ospitato dal 1964 per tantissimi anni e quello dell’attuale Piazza Martiri della Libertà, erano al tempo due ampie fosse d’acqua che formavano un piccolo lago. Degli stemmi del Comune di Padova, di Francesco il Vecchio Da Carrara (a cui si deve l’opera) e dei Carraresi resta oggi visibile solo la croce antoniana del Comune di Padova, in quanto gli altri sono stati appositamente rovinati da Venezia quando conquistò la città nel 1405 per cancellare ogni ricordo della vecchia dominazione.

CURIOSITA':

  • Dopo questa costruzione, le manomissioni e gli interventi nella cinta muraria sono stati talmente minimi da poter affermare che oggi ammiriamo le mura più o meno come le si vedevano nel XIV secolo.
  • Il corridoio di ingresso della Rocca degli Alberi guarda verso un preciso punto dell’orizzonte (lo stesso al quale risultano allineate le 7 torri delle Mura nel tratto a Sud) che corrisponde al punto in cui tramonta il sole quando entra nel segno del Leone.

Il Palazzo Magnavin-Foratti (detto Palazzo Lombardesco dal nome dell’architetto-scultore Pietro Lombardo) è cesellato di colonnine, capitelli e splendidi motivi architettonici sia esterni che interni, esempio stupendo dell’elegante decorazione tardo-gotica. La facciata, un tempo, era completamente affrescata. In merito agli abitanti della “Cà D’Oro”, come viene definita a Montagnana, navigano storie affascinanti; fra tutti la più degna di memoria riguarda gente dell’antica stirpe umbra dei Gattamelata. Pare infatti che l’edificio fu residenza di Jacopadella Leonessa da Orvieto, moglie del famoso condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata, che per lungo tempo servì la Serenissima distinguendosi per la sua lealtà che Venezia ricompensò con terre e immobili nel territorio montagnanese.

La Piazza Maggiore, delimitata e lastricata in laterizio sin dal XIII secolo, venne sostituita soltanto a metà ‘700 con l’attuale in pietra. Il cd. “liston”, termine veneto, è realizzato in trachite grigia proveniente dai vicini Colli Euganei e arricchito da inserti in pietra bianca ad evidente imitazione della veneziana Piazza S. Marco. L’attuale figura di Vittorio Emanuele II Re d’Italia è un monumento del 1881 che ha preso posto della colonna in pietra con il Leone di San Marco, eretta fin dal 1751 come ambito privilegio e a testimonianza dell’affetto che i montagnanesi nutrivano per Venezia.  Oltre alla mole del Duomo, diversi i palazzi che meritano uno sguardo, quasi tutti del periodo sette-ottocentesco. Provenendo da Porta Vicenza, all’imbocco della piazza vi è il quattrocentesco Palazzo Pomello-Chinaglia, probabile dimora dei Gatteschi da Narni, ma da alcuni ritenuto residenza dei Pisani. Poco oltre, l’ottocentesco Palazzo Santini celebra il Risorgimento e l’Unità d’Italia con le sue curiose decorazioni patriottiche e i suoi colori. Accanto all’elegante Palazzo Valeri di gusto settecentesco, si possono ammirare i raffinati camini a corolla di Palazzo Zanella; al lato contiguo della piazza spicca un edificio in cotto dall’apparenza medievale che costituisce un falso storico essendo stato costruito nel 1924 dopo un devastante incendio dell’area circostante. Il Palazzo della Loggia sorge al posto dell’antica chiesa di S. Giovanni Battista che aveva annesso un ospizio per i pellegrini diretti in Terra Santa. Dopo aver ospitato le suore francescane dette Pizzocchere, la loggia venne adibita a mercato coperto per grani e proprio in funzione del commercio del frumento (ma anche di pollame, frutta e verdura) fu sistemata anche l’attigua Piazzetta Grani. Nel 1497 venne istituito il monte di credito su pegno con depositi e prestiti, uno dei più antichi d’Italia, poi trasferito quale Monte di Pietà in uno dei più bei palazzi settecenteschi della piazza.

CURIOSITA':

Montagnana è ricca di portici che rendono ancora più piacevole una passeggiata per il borgo.. Così al tempo, oltre a giovare all’economia della zona, i possidenti signori che nel ‘400 iniziarono a far costruire i loro palazzi nel cuore del borgo potevano sfoggiare le loro vesti senza dover preoccuparsi di schivare i carri e senza aver a che fare con il fango a terra o lo sterco degli animali da tiro.

State osservando l’incantevole Duomo cittadino dalla piazza principale e pensate di avere qualche problema di vista? Non preoccupatevi! È solo un particolare effetto prospettico appositamente voluto all’atto della costruzione che si sviluppa con l’asse maggiore obliquo rispetto la piazza. Il Duomo concilia tratti del periodo gotico a quelli del pieno rinascimento. Iniziato per volere del vescovo di Padova nel 1431 dove fin dal X secolo sorgeva una piccola chiesetta, fu terminato solo nel 1502 a causa di pesanti carestie, difficoltà economiche e seri problemi strutturali. La svolta avvenne con l’idea della straordinaria volta di copertura che, oltre a risolvere i problemi statici dell’imponente struttura alta 30 mt e lunga oltre il doppio, armonizzò gli elementi gotici a quelli dal gusto ormai rinascimentale. Numerosissime le opere d’arte che vi si trovano; fra le più degne di nota vale la pena citare la celebre pala del Veronese, posta sull’Altare e rappresentante la “Trasfigurazione”, l’enorme affresco dell’abside, intitolato “L’Assunzione di Maria”, opera del Buonconsiglio detto il “Marescalco”, e i due affreschi della controfacciata raffiguranti Davide con la testa del gigante Golia e Giuditta, che ha appena decapitato l’orgoglioso generale Oloferne, entrambi attribuiti al Giorgione.

CURIOSITA':

L’asse della pianta - a croce latina - nel suo essere orientato secondo i punti cardinali crea un singolare effetto ottico di meridiana solare architettonica:a mezzogiorno i primi raggi del sole che fanno capolino da dietro lo spigolo di destra colpiscono le due sfere in pietra bianca poste sopra le semi-colonne, facendole brillare come fossero due piccoli pianeti.

Condividi