Il Castello di San Zeno rappresenta la prima struttura militare. Il toponimo del castello derivante dalla vicina chiesa di San Zeno richiama una fase di espansione della diocesi veronese. Utilizzato fino alla seconda guerra mondiale come caserma militare, il castello era stato prima adibito dalla Serenissima a deposito per la canapa, materiale da sempre importante per l’economia del borgo e le cui fibre erano necessarie per le corde e le vele dell’arsenale veneziano. Composto da quattro ambienti attorno ad un suggestivo cortile interno e due torri minori piantate di sghembo, il nucleo più antico della città ospita oggi l’Ufficio Turistico, il Centro Studi sui Castelli, la Biblioteca, l’Archivio Storico Comunale ed il Museo Civico “A. Giacomelli”.

Pur nella difficoltà di ricostruire con precisione il sistema di congegni di sollevamento delle saracinesche, l’androne di passaggio rende facile immaginarne la maestosità ed è ancora visibile il foro per la carrucola della catena che abbassava la passerella pedonale. A inizio del XVIII secolo, i ponti levatoi in legno furono sostituiti da ponti in cotto e, anche se ad oggi non è più rilevabile, è certa la presenza di un fossato interno scavalcato da ponti le cui arcate sono ancora visibili sotto il manto stradale.

“TEMPO VERRA’ CHE I VIVI INVIDIERANNO I MORTI”

Non resta traccia dei sette solai in legno che vi erano originariamente, né delle botole che servivano per comunicare fra i vari piani, ma il mastio ezzeliniano è visitabile ancor oggi e anzi se ne consiglia vivamente la visita per ammirare dall’alto l‘intero assetto urbano della meravigliosa Montagnana.

Se l’erba è falciata e il terreno non è appesantito dalle piogge, una bella passeggiata all’esterno del nucleo più antico della città vi permetterà di ammirarne la possente base, oltreché i dettagli delle mura. Per uscire a piedi dal centro storico, oltre alle porte principali si può anche utilizzare la pusterla militare aperta in quest’area in epoca moderna per agevolare il passaggio dei soldati a cavallo che si recavano nel fossato erboso a compiere esercizi.

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