Nel biennio 1360-1362, i Carraresi fecero erigere questa fortificazione militare perfetta lungo il lato occidentale della città, visibilmente più debole. Circondata d’acqua sia esternamente che internamente, appariva originariamente come una vera e propria isola con un fitto bosco dalla quale s’innalzava maestosa una roccaforte composta dall’alto mastio centrale, un torrione e un androne, a cui si accedeva solo tramite un complesso sistema difensivo costituito da quattro ponti levatoi a bilanciere, due saracinesche, barbacani e quattro portoni a battenti. I due piazzali adattati a parco, quello dell’ex Ostello della Gioventù ospitato dal 1964 per tantissimi anni e quello dell’attuale Piazza Martiri della Libertà, erano al tempo due ampie fosse d’acqua che formavano un piccolo lago.
Degli stemmi del Comune di Padova, di Francesco il Vecchio Da Carrara (a cui si deve l’opera) e dei Carraresi resta oggi visibile solo la croce antoniana del Comune di Padova, in quanto gli altri sono stati appositamente rovinati da Venezia quando conquistò la città nel 1405 per cancellare ogni ricordo della vecchia dominazione.

CURIOSITA’:

  • Dopo questa costruzione, le manomissioni e gli interventi nella cinta muraria sono stati talmente minimi da poter affermare che oggi ammiriamo le mura più o meno come le si vedevano nel XIV secolo.
  • Il corridoio di ingresso della Rocca degli Alberi guarda verso un preciso punto dell’orizzonte (lo stesso al quale risultano allineate le 7 torri delle Mura nel tratto a Sud) che corrisponde al punto in cui tramonta il sole quando entra nel segno del Leone.
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