Indiscutibile pezzo di Venezia trasportato in terraferma, il Palazzo Magnavin-Foratti viene detto “Palazzo Lombardesco” dal nome dell’architetto-scultore Pietro Lombardo, eccellente interprete dell’elegante decorazione tardo-gotica. Dotato di una splendida pentafora centrale al piano nobile che richiama a colpo d’occhio quelle che s’affacciano sul Canal Grande a Venezia, il palazzo è cesellato di colonnine, capitelli e splendidi motivi architettonici sia esterni che interni. La facciata, un tempo, era completamente affrescata. In merito agli abitanti della “Cà D’Oro”, come viene definita a Montagnana, navigano storie affascinanti; fra tutti la più degna di memoria riguarda gente dell’antica stirpe umbra dei Gattamelata. Pare infatti che l’edificio fu residenza di Jacopa della Leonessa da Orvieto, moglie del famoso condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata, che per lungo tempo servì la Serenissima distinguendosi per la sua lealtà che Venezia ricompensò con terre e immobili nel territorio montagnanese.

“PIU’ ELEGANTE, PIU’ RICCA, TANTO CHE LA PENSO ARCHITETTATA DALLO STESSO PIETRO LOMBARDO”

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