Il palazzo Pomello Chinaglia fu costruito nel 1300, appena fuori della primitiva cinta muraria di Montagnana, successivamente ampliata per volere dei Carraresi, con lo scopo di essere utilizzato come casa-fortezza militare. La costruzione si differenzia dall’architettura Veneta per vari elementi (tra cui il tetto a travatura sporgente e gli affreschi con stemmi delle famiglie nobiliari sotto gronda) mostrando, in tutto il suo splendore, una struttura Umbra. L’edificio fu dimora dei ricchi banchieri Bocarini Brunoli da Leonessa, famiglia di origine di Donna Jacopa che, dopo essere divenuta moglie –nel 1410 – del valoroso condottiero Erasmo da Narni detto il “Gattamelata” (1370 – 1443), continuò ad abitare qui assieme alle cinque figlie.
Successivamente vissero nel palazzo altre famiglie illustri (tra cui i Gatteschi, i Da Montagnana e i nobili Basadonna) fino alla fine del 1400 circa, quando la costruzione divenne proprietà della nobile famiglia dei Pisani del ramo di San Polo, come testimonia lo stemma lapideo con leone rampante ancora ben conservato sopra il portale d’ingresso al centro della facciata. I Pisani si trasferirono in seguito nella Villa fuori porta Padova, ideata dall’architetto Andrea Palladio. Si ricorda che in questo periodo Montagnana vide il passaggio di importanti artisti quali, oltre al Palladio, il Veronese e il Giorgione come è testimoniato dalle opere custodite nel meraviglioso Duomo dell’Assunta di Montagnana.
Nel corso del 1700 il palazzo fu acquisito dalla famiglia di proprietari terrieri (e poi industriali) Chinaglia, di cui si ricorda in modo particolare Luigi. Nacque nel 1841 a Montagnana e si adoperò per il bene della città prodigandosi, tra l’altro, per reperire supporti economici a favore della scuola Educandato femminile San Benedetto e per lo sviluppo del territorio. Infatti è proprio grazie al suo operato che fu costruita l’importante linea ferroviaria Padova-Monselice-Mantova, ancora esistente. Impegnato in prima persona nelle guerre per l’indipendenza e per l’unità d’Italia (tanto che ospitò nel palazzo anche Garibaldi ed il Re Vittorio Emanuele II), intraprese una brillante carriera politica che lo portò ad assumere nel 1899 la carica di Presidente della Camera dei Deputati e nel 1905 quella di Senatore del Regno. Alla sua morte, nel 1906, non avendo eredi, il suo cognome fu unito a quello della sorella Mari Chinaglia sposata in Pomello, da cui deriva il cognome Pomello Chinaglia. ll palazzo è attualmente proprietà della famiglia Pomello Chinaglia che custodisce con rispetto le testimonianze di quanti qui sono passati nel corso dei secoli.

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