La Piazza Maggiore, delimitata e lastricata in laterizio sin dal XIII secolo, venne sostituita soltanto a metà ‘700 con l’attuale in pietra. Il cd. “liston”, termine veneto, è realizzato in trachite grigia proveniente dai vicini Colli Euganei e arricchito da inserti in pietra bianca ad evidente imitazione della veneziana Piazza S. Marco. L’attuale figura di Vittorio Emanuele II Re d’Italia è un monumento del 1881 che ha preso posto della colonna in pietra con il Leone di San Marco, eretta fin dal 1751 come ambito privilegio e a testimonianza dell’affetto che i montagnanesi nutrivano per Venezia.

Oltre alla mole del Duomo, diversi i palazzi che meritano uno sguardo, quasi tutti del periodo sette-ottocentesco. Provenendo da Porta Vicenza, all’imbocco della piazza vi è il quattrocentesco Palazzo Pomello-Chinaglia, probabile dimora dei Gatteschi da Narni, ma da alcuni ritenuto residenza dei Pisani. Poco oltre, l’ottocentesco Palazzo Santini celebra il Risorgimento e l’Unità d’Italia con le sue curiose decorazioni patriottiche e i suoi colori.

Accanto all’elegante Palazzo Valeri di gusto settecentesco, si possono ammirare i raffinati camini a corolla di Palazzo Zanella; al lato contiguo della piazza spicca un edificio in cotto dall’apparenza medievale che costituisce un falso storico essendo stato costruito nel 1924 dopo un devastante incendio dell’area circostante.

Il Palazzo della Loggia sorge al posto dell’antica chiesa di S. Giovanni Battista che aveva annesso un ospizio per i pellegrini diretti in Terra Santa. Dopo aver ospitato le suore francescane dette Pizzocchere, la loggia venne adibita a mercato coperto per grani e proprio in funzione del commercio del frumento (ma anche di pollame, frutta e verdura) fu sistemata anche l’attigua Piazzetta Grani. Nel 1497 venne istituito il monte di credito su pegno con depositi e prestiti, uno dei più antichi d’Italia, poi trasferito quale Monte di Pietà in uno dei più bei palazzi settecenteschi della piazza.

Montagnana è ricca di portici che rendono ancora più piacevole una passeggiata per il borgo.. Così al tempo, oltre a giovare all’economia della zona, i possidenti signori che nel ‘400 iniziarono a far costruire i loro palazzi nel cuore del borgo potevano sfoggiare le loro vesti senza dover preoccuparsi di schivare i carri e senza aver a che fare con il fango a terra o lo sterco degli animali da tiro.

Condividi